CD 3
Parovibbé
Metamorfosi

 

 

 

Nel CD Parovibbé / Metamorfosi

gli innumerevoli stili musicali in cui si può dividere la musica romaní, raggruppabili nelle cinque grandi aree (Area orientale, Area Balcanica, Area Mediterranea, Area dell’Europa Centro-Orientale, Area dell’Europa Occidentale), vengono presentati simultaneamente.
Parovibbé / Metamorfosi per la popolazione romanì è il continuo mutare esteriormente, è il progresso e l’evoluzione per difendere la propria interiorità e la propria identità, è il riclico di elementi sempre nuovi per alimentare, in simbiosi con l’ambiente circostante, la romanipé (identità e cultura romanì). La metamorfosi sottende la partecipazione alla continua creazione della realtà che ci circonda, nonostante le comunità romanès siano costrette a vivere in uno stato di perenne precarietà.
Nella musica si esprime l’unicità di un individuo, ma allo stesso tempo le peculiarità di una comunità. Essa, infatti, riesce a cogliere il fenomeno uomo nel suo insieme, sia come individuo che come collettività. Pur non essendo mai due volte uguale, la musica conserva sempre quel carattere che le è proprio e che permette di identificarla come qualcosa che appartiene a un popolo piuttosto che ad un altro. Questo perché la musica attinge alla sorgente più autentica dell’Essere, diventa un’opportunità per cantare alla vita la propria presenza e incarna l’espressione stessa dell’essenza di un individuo. Riconoscere la propria musica e aderire al suo ritmo diventa un punto di partenza per inserirsi con il corpo e con l’anima in un contesto ancor più vasto. Corpo e anima sono due dimensioni che si integrano e che rappresentano l’una il corrispettivo dell’altra. Nelle caratteristiche del comportamento individuale si può riconoscere, quindi, la natura essenziale di una collettività. Questo nucleo essenziale può essere positivo o negativo, a seconda dei punti di vista, nella misura in cui viene frustrato o negato nella sua possibilità d’espressione. L’essere umano realizza pienamente se stesso quando riesce ad esprimere liberamente la propria natura interiore, quando cioè non è costretto a deformarla, reprimerla o addirittura negarla. La musica permette ai soggetti repressi di liberare ogni sfumatura della propria identità e di comunicare a se stessi e agli altri la sua vera natura e le sue facoltà. Il mondo interiore è paragonabile ad una orchestra sinfonica composta da numerosi strumenti diversi. Ognuno di noi è un direttore d’orchestra e ognuno di noi è chiamato a dirigere la propria orchestra.
Tutte le componenti del nostro essere sono ugualmente importanti perché tutte insieme sono espressione di una unica natura. La musica è un mezzo capace di registrare questa natura. Nella musica romanì, espressa nella sua metamorfosi continua, può essere inclusa l’osservazione della romanipé nelle sue diverse dimensioni. Non possiamo conoscere la nostra identità se non attraverso le diverse sfumature con cui questa si rivela. La metamorfosi concilia la realtà esterna con la realtà interna, l’evento del presente con l’emozione del passato rievocato, è la pellicola della nostra esistenza o meglio, è la nostra esistenza stessa. Suoni, parole, gesti, colori diventano interpreti che offrono a emozioni, sensazioni e pensieri l’opportunità di esprimersi in forma simbolica, permettendo di analizzare l’incontro e il dialogo fra i diversi aspetti dell’Essere diventando di volta in volta espressione di una verità mutabile e transitoria, impossibile da descrivere sempre allo stesso modo. È una musica che non finisce mai, in continua metamorfosi appunto, in cui si esprime l’individualità e l’appartenenza ad una collettività nell’essere nel mondo. In ogni istante ci manifestiamo, siamo in continuo concerto con i nostri sogni, i nostri gesti, le nostre parole, le nostre emozioni, le nostre intenzioni.
Ognuno di noi è tendenzialmente più acqua o più fuoco o più terra o più aria.
L’emozione è paragonabile all’elemento acqua, è un’energia vitale che scorre continuamente e liberamente in maniera mobile e transitoria. Conoscere il linguaggio delle emozioni vuol dire allenarsi a vivere consapevolmente gli stati d’animo. Il respiro riflette fedelmente lo stato emotivo. Essere sinceri con se stessi aiuta ad acquisire padronanza delle emozioni.
La mente è corrispondente all’elemento aria, impalbabile e avvolgente, come sa essere la dimensione del pensiero. La qualità dei pensieri determina la qualità della vita. Il “cogito ergo sum” di Cartesio, ha esercitato il suo fascino per diversi secoli, identificando l’essenza stessa del nostro essere con la facoltà di pensare. La mente ha un grande potere creativo, a sua volta attiva l’immaginazione, la fantasia e la suggestione. È importante essere consapevoli di ciò che pensiamo, anche se la nostra vera natura, spesso, affiora fra quei pensieri inconsci che forniscono importanti informazioni sulla nostra personalità ancora sconosciuta. Sono le nostre fantasie ad entrare in contatto con la nostra realtà profonda, con i nostri reali desideri, con le nostre ferite trascurate.
Il corpo è l’elemento terra del nostro essere, la solidificazione, la forma, la materia. Materia=energia, è stata la base posta da Einstein per una rilettura della realtà. Il linguaggio del corpo si impara sviluppando la sensibilità, esercitando l’attenzione alle sensazioni fisiche, all’interazione col mondo esterno, ai messaggi dei cinque sensi.
La dimensione spirituale è paragonabile all’elemento fuoco e comprende l’insieme degli aspetti che conducono l’individuo oltre i confini della propria individualità: intuizione, saggezza, genialità, idealismo etc. L’elemento fuoco è la scintilla che anima ogni essere vivente.
Conoscersi significa anche capire quali sono le cose che ci attivano, poiché abbiamo in ogni momento della vita una involontaria partecipazione corporea e sensoriale. L’uomo può mantenersi plastico sia sul piano fisico che su quello psichico, utilizzando un fenomeno universale rappresentato dal passaggio attraverso i vari stati dell’energia che si manifesta in materia. Questo passaggio si chiama metamorfosi. Lo stato gassoso, anche sul piano psicologico è uno stato di estrema dispersione. Lo stato liquido deriva da quello gassoso per metamorfosi; attraverso la condensazione della materia gassosa, si ha un fenomeno fisico che si chiama peso (in metafora lo chiamiamo “il peso della vita”).
Di rimando anche l’uomo diventa “aeriforme” quando non ce la fa a sopportare il peso della vita e ne prescinde. Quando diventano troppo pesanti i vissuti esistenziali, si tende ad evadere, come estrema fuga dal “peso”. Il consumismo è il mercato dell’evasione. Seguendo poi la “metamorfosi” tutto ciò che è liquido tende progressivamente ad addensarsi, a solidificarsi. Solidificare significa prendere forma. Ciascuno di noi ha attraversato questi stadi nel grembo materno.
La terra rappresenta la condensazione soggetta a continue trasformazioni attraverso l’azione dell’aria, dell’acqua e del fuoco. È l’elemento che esalta gli effetti degli altri. Il fuoco è forza vitale che chiamiamo affettività ed è alla base delle dinamiche emotive. L’affettività allora è una cosa fondamentale che invece viene sempre più atrofizzata dalle modalità dei ritmi della vita moderna, dalle maschere di convenienza, dalla cultura dell’apparenza. Attraverso le consapevolezze, le maschere cadono interiormente ed è per questo che bisogna lavorare sulle origini primarie dell’essere-corpo. Questi potenziali di sensibilità non si atrofizzano mai completamente, basta la consapevolezza per risvegliarli interamente. La fiducia nelle leggi del metamorfosare esistenziale, significa sapere che non c’è animale più predisposto dell’uomo a trasformare tutto ciò che è male in bene. Tutto è trasformabile da negativo a positivo.
Il nostro organismo ci parla continuamente, ma spesso non sappiamo o non vogliamo dagli ascolto. Il percorso che ci separa da noi stessi è sicuramente l’impresa più difficile da intraprendere. Il “Conosci te stesso” di Socrate sfida i secoli ed è ancora attualissimo. Ogni istante siamo immersi in un mare di eventi, esterni ed interni, che passano inosservati. La metamorfosi ci da il senso del presente nel continuo mutare dei ricordi del passato e ci permette di esplorare i diversi livelli del nostro essere: il piano emotivo, mentale, fisico e spirituale. L’unità del nostro essere si manifesta attraverso diverse gradazioni che a loro volta hanno modalità molto diverse di esprimersi e di funzionare. L’emozione, la mente, il corpo e lo spirito sono, allora, come parti dell’orchestra: i fiati, gli archi, le percussioni, strutturalmente diversi ma tutti indispensabili al buon funzionamento dell’insieme. Con il proprio corpo si può scoprire che intorno a noi sentiamo uno spazio infinito ed anche il tempo è un tempo infinito. Il corpo è il punto di appoggio e il ritmo è in sincronia con i ritmi esterni. In questa situazione la melodia che viene riprodotta interiormente è un’immersione in uno spazio-tempo infinito, estremamente dilatata in lenta ripetizione. Per ciascuno di noi il tempo è un’illusione continuamente variabile, che in certi attimi è infinito e in altri estremamente accelerato. Spesso si entra, anche per pochissimo tempo, in regressione la quale è funzionale alla sopravvivenza in quanto ci permette di superare momenti di panico e di difficoltà, come entrare ed uscire da un tempo ancestrale. Lo sforzo in direzione determina il ritmo interiore e in questo caso si sta creando la direzione temporale che fa nascere: passato, presente e futuro. La metamorfosi abbatte qualsiasi barriera fra determinato e indeterminato, fra mondo esterno e mondo interno, fra passato e presente.
La metamorfosi è reminiscenza, oltre che storia di grande frattura e di grande perdita che merita di essere raccontata o rievocata come estrema voce di quelle lontananze. Non solo il racconto o la rievocazione posteriore sono affabulati di strani eventi di trasformazione, ma anche segni del proprio passato e della propria cultura. Tracce di un poderoso e immane conflitto di un passato sempre presente stampato nel ricordo e nell’anima. È proprio la memoria e l’anima sono i luoghi ideali per eccellenza del mutamento e della trasformazione. La musica rivela ogni arcano sentimento, ogni ricordo, ogni traccia del passato, che a sua volta si attualizza e si trasforma nel presente.
Un essere represso o che entra in una fase regressiva di perdita del concetto di tempo, incomincia a star fermo in un punto, a non aver più voglia di investire su di sé, a non identificarsi con il proprio ritmo e lo spazio non è più lineare, ma circolare. Spazio, tempo ed intensità sono parametri dell’espressione di un Essere. Quando lo spazio diventa circoscritto e il tempo non è più scandito, di conseguenza l’intensità non si esprime più in quanto l’Essere è fermo, allora si perdono tutte le possibilità di espressione umana e culturale. Per questo il movimento è vita, è sopravvivenza, è progresso, è evoluzione e la popolazione romanì lo ha ampiamente dimostrato nel suo incessante parovibbé.
Alexian Santino Spinelli


In the Parovibbé/Metarmophosis CD

the great number of musical styles in which Romany music can be divided, grouped in to five, large areas (Eastern area, Balkans, Mediterranean, Middle-Eastern Europe, Western Europe), are all presented simultaneously.
Parovibbé/Metamorphosis is the constant exterior change for the Romany population, it is the progress and evolution to difend their identity and their being, it is the recycling of constant, new elements to feed, in harmony with the surrounding environment, the romany identity and culture (romanipé). The metamorphosis participates with the continuous creation of the reality which surrounds us. The metamorphis of the Romany communities who are forced to live in a state of constant precariety is particularly interesting.
The uniqueness of an individual is expressed with music, but, also, at the same time, the peculiaraties of a community. Music, in fact, manages to define man, the phenomen, as an individual and also collectively.Although it is never the same twice, music always manages to conserve that characteristic which allows it to be identified as something which belongs to one population rather than another. This is because music goes to the most authentic source of our being, it becomes an opportunity to sing and impose ones presence and is the incarnation personified of the essence of an individual. Recognising ones own music and adhering to its rythms is the starting point where one can adapt oneself, body and soul, into a much vaster context. Body and soul are two dimensions which integrate and complement each other. Therefore, in the characteristic behaviour of an individual the essential nature of a community can be recognised. This essential nucleus can be both positive or negative, depending on whether the individual is frustrated or denied the possibility of expressing himself. The human being is true to himself only if he is allowed to express his internal being feely, that is, when he is not forced to deform it, repress it, or even deny it. Music permits people who are repressed to liberate all shadows of their identity and to to communicate their real nature and intelligence to themselves and others.Our inner world can be compared to a symphonic orchestra, composed of a number of different instruments. Each one of us is an orchestra director and each one of us has to direct our own orchestra. All the parts of our being are of equal importance because, as a whole, they are an expression of one nature. Music is a means capable of registering this nature. The observations of the romanippé in its various dimensions can be included in Romany music, expressed in its continuous metamorphosis. We can only get to know our identity through the various nuances which it reveals to us. Metarmorphosis conciliates external reality and internal reality, present events with the emotions of past, rievocated events, it is the film of our existence, or, better still, our existence itself. Sounds, words, gestures and colours become interpreters, offering emotions, sensations and thoughts the opportunity to express themselves in a symbolic way, allowing them to analyse the meeting and dialogue between the various aspects of the being and becoming, from time to time, the expression of a truth which is changeable and transitory, impossible to describe in the same way. It is music which never finishes, is in constant change, where individuality and belonging to a community and of existing in the world, is expressed. We show ourselves constantly, we are always performing with our dreams, with our gestures, with our words, our emotions and our intentions.
Each one of us tends to be more water, or more fire, or more earth or more air. Emotion can be compared to water as an element – it is a vital energy which flows continuously and freely in a mobile and transitory way. Knowing the language of emotions means training onself to live ones state of mind in a knowing way. Our breathing faithfully reflects our emotional state To be sincere with oneself helps to master emotion.
The mind can be compared to the element air – without substance and all-embracing, as the dimension of thought can be. The quality of thought determines the quality of life. The “cogito ergo sum” by Cartesio has fascinated people for centuries, identifying the very essence of our being with the ability to think. The mind has a great creative power which activates the immagination. It is important that we know what we are thinking , even though our real nature frequently appears in those subconscious thoughts which give important information regarding our personality, as yet unknown. It is our fantasies which come into contact with with our profound reality, with our real deires, with our neglected wounds.
The body is the element earth of our being, the solidification, the form and the matter.
Matter=energy, it was the basis for a re-reading of reality, set out by Einstein. Body language is learned by developing sensitivity, exercising the attention given to physical sensations, interaction with the outside world and by messages to the five senses.
The spiritual dimension can be compared to the element fire and includes all the aspects which lead the individual beyond the confines of his own individuality: intuition, wisdom, geniality and idealism etc.. The element fire is the spark which animates every living thing. Knowing ourselves means understanding that which activates us, because, in every moment of our life we have an involuntary participation of body and senses. Man can remain plastic both on the physical and psychic level, using a universal phenomen represented by the various states of energy revealed in matter. This passage is called metamorphosis. The gas state, even on a psychological level, is a state of extreme dispersion. The gas state gives way to the liquid state by metamorphosis; through the condensation of the gas matter a physical phenomen called weight is achieved(in metaphor it is called “the weight of life”). In consequence even man becomes”air” when he is no longer able to sopport the weight of life. When life’s problems become too much we tend to evade, as an extreme escape from “weight”. Consumerism is the market for evasion.
Following “metamorphosis”, everything which is liquid tends to thicken and solidify.
To solidify means to take form. Each one of us has gone through these stages in the womb.
Earth represents the condensation which is subject to continual transformation through the actions of air, water and fire. It is the element which exalts all the others. Fire is the vital force which we call affection and forms the basis for all emotional dynamics. Affection, then, is something fundamental, but is becoming more and ostracized by the rythm of modern life, by the masks of convention and by the culture of keeping up appearances. Through knowledge these masks fall inside us and this is why we need to work on the primary origins of body and mind. This potential sensibility never disappears completely and by knowing this it comes to life completely. Faith in the law of metamorphosis of existence means means that there is no animal other than man programmed to change all that is bad into good. Everything can be transformed from negative into positive.
Our organism speaks to us continually, but often we do not want to, or do not know how, to listen to it. The path which separates us from our inner selves is surely the most difficult to find. The “know yourself” by Socrates is still up-to-date now. In every instant we are submerged in a sea of events, both internal and external, which pass by, unobserved. The metamorphosis gives us a sense of the present while memories of the past are continually changing and permits us to explore the various levels of our being: the emotional, mental, physical and spiritual level. The unity of our being expresses itself in various stages, which, in their turn have different ways of working and expressing themselves. So, emotion, mind, body and the spirit are all like parts of an orchestra: the wind instruments, the bows, the percussion instruments,all different, structurally, but all necessary in ensuring that everything works together well.
With our body we may discover that we feel an infinite space around us and even time is infinite. The body is what we rely on and rythm is sincronised withexternal rythms. In this situation the melody reproduced internally is an immersion in infinite space and time, extremely dilated in slow repetitivity. To each one of us, time is an illusion which changes constantly and which at certain times is never-ending, at other times very fast. Sometimes, for a short time we go into regression, which is useful to our survival, in that it permits us to overcome moments of panic and depression, as if we were coming and going through an ancestral time. The effort in this direction determines the internal rythm and in this case a direction of time is being born: past, present and future. The metamorphosis breaks down every barrier between what is determined and indeterminate, between the outside world and the inside world, between past and present.
Metamorphosis is reminiscent, apart from being a story of great losses and great divisions which merit being retold or rievocated as the extreme voice of those faraway days.
Not only are stories or rievocation of the past sparse with strange events of transformation, but even signs of ones past and culture. They are traces of a ponderous and huge conflict of the past which is always present and stamped in ones memory or soul. It is precisely the soul and the memory which are the perfect places for change and transformation. Music reveals every mysterious sentiment, every memory, every trace of the past, which, in its turn, updates itself and becomes the present.
A repressed human being, or one who enters into a regressive stage of the loss of concept of time, begins to stay in one place, no longer wanting to invest in himself, not identifying himself with his own rythm and so space is no longer straight, but circular. Space, time and intensity are parameters of the expression of a human being. When space becomes confined and time is no longer separate, intensity no longer expresses itself, in that the human being is still and it is then that all possibility of cultural and human expression is lost. This is why movement is life, is survival, is progress and evolution and this has amply been demonstrated by the Romany population in its .
Alexian Santino Spinelli